Riferimenti legislativi

La Legge 19 novembre 1990, n° 341 (pubblicata sulla G.U. del 23.11.90) “Riforma degli ordinamenti didattici universitari” precisa che:

art. 1. Titoli universitari. 1. Le università rilasciano i seguenti titoli: a) diploma universitario (DU); b) diploma di laurea (DL); c) diploma di specializzazione (DS); d) dottorato di ricerca (DR).

art. 4. Diploma di specializzazione. 1. Il diploma di specializzazione si consegue, successivamente alla laurea, al termine di un corso di studi di durata non inferiore a due anni finalizzato alla formazione di specialisti in settori professionali determinati, presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n° 162.

Il D.P.R. 10 marzo 1982, n° 162 (pubblicato sulla G.U. del 17.4.82), “Riordinamento delle scuole dirette a fini speciali, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento” dispone che presso le Università si possano attivare: … b) scuole di specializzazione per il conseguimento, successivamente alla laurea, di diplomi che legittimino nei rami di esercizio professionale l’assunzione della qualifica di specialista; …

Capo III – Scuole di specializzazione

art. 11. Ordinamento degli studi. I corsi di studio delle scuole di specializzazione sono corsi ufficiali universitari. La frequenza ai corsi è obbligatoria. Alla fine di ogni anno accademico lo specializzando deve sostenere un esame teorico-pratico per il passaggio all’anno di corso successivo. La commissione d’esame, di cui fanno parte il direttore della scuola e i docenti delle materie relative all’anno di corso, esprime un giudizio globale sul livello di preparazione del candidato nelle singole discipline e relative attività pratiche prescritte per l’anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l’anno di corso una sola volta. Superato l’esame teorico-pratico dell’ultimo anno, il corso di studio delle scuole di specializzazione si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. A coloro che abbiano superato l’esame finale viene rilasciato il diploma di specialista.

art. 12. Istituzione delle scuole di specializzazione. … Le Università e gli Istituti universitari possono istituire scuole di specializzazione rispondenti ad esigenze di specificità professionale, nei limiti delle disponibilità di personale docente e non docente, nonché di idonee strutture e attrezzature, acquisite anche a seguito di convenzioni stipulate in conformità dell’ordinamento universitario, necessari all’efficace svolgimento dei corsi. Gli statuti delle Università stabiliscono … la durata del corso di studio, l’elenco delle materie obbligatorie di insegnamento, la loro distribuzione e la propedeuticità nei diversi anni del corso, l’eventuale indicazione delle materie opzionali, le attività pratiche da svolgere, le modalità di frequenza delle attività didattiche e pratiche, stabilendo la frequenza necessaria per sostenere gli esami annuali e finali, la determinazione del diploma di laurea richiesto per l’ammissione, le modalità di svolgimento degli esami. Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l’attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione. …

art. 13. Ammissione. Per l’ammissione alle scuole di specializzazione è richiesto il superamento di un esame consistente in una prova scritta che potrà svolgersi mediante domande a risposte multipla, integrata eventualmente da un colloquio e dalla valutazione, in misura non superiore al 30% del punteggio complessivo a disposizione della commissione, dei titoli di cui al penultimo comma del presente articolo. Possono partecipare all’esame di ammissione coloro che siano in possesso del diploma di laurea richiesto dallo statuto dell’Università e, qualora prescritto, anche del diploma di abilitazione all’esercizio professionale. … Sono titoli valutabili la tesi nella disciplina attinente alla specializzazione, il voto di laurea, il voto riportato negli esami di profitto del corso di laurea nelle materie concernenti la specializzazione e le pubblicazioni nelle predette materie.
Specializzazione e Direttive Europee

La necessità di adeguamento alla normativa europea, al di là degli adempimenti formali, ha introdotto sostanziali cambiamenti, quasi tutti positivi, nella formazione specialistica.

Il cambiamento più radicale è stato quello di considerare la specializzazione non più un processo di formazione teorica ma un processo di effettivo addestramento professionale, legato alle esigenze e alle opportunità del mondo del lavoro.

Le condizioni alle quali si sono già o si dovranno presto adeguare le specializzazioni in ambito psicologico per rispettare le direttive europee sono:

la specializzazione inizia dopo la laurea e, quando necessario, il conseguimento dell’abilitazione professionale;
la formazione si svolge a tempo pieno e può comportare incompatibilità con determinati rapporti di lavoro e con il dottorato di ricerca; essa può formare oggetto (come è già per i medici) di adeguata remunerazione;
le strutture universitarie presso le quali si svolge, e quelle collegate attraverso lo strumento della convenzione, rispondono a parametri oggettivi di idoneità ai compiti didattici, di ricerca e professionalizzanti;
la formazione specialistica comporta la partecipazione ad un’ampia e, per quanto possibile, esaustiva gamma di attività professionali e l’assunzione delle conseguenti responsabilità;
la tipologia e la durata delle scuole deve essere comune a due o più stati membri dell’Unione Europea;
il numero e la distribuzione dei posti di specialità si basa su una programmazione, generale e regionale, delle necessità di specialisti in quel settore.