Sunto del documento di lavoro a cura della Direzione Generale degli Studi del Parlamento Europeo

L’attuale sistema sanitario della Spagna è stato istituito dalla Legge sanitaria generale del 1986. Copre il 98% della popolazione.

Il sistema è gestito, all’interno della previdenza sociale, dall’ Istituto Nacional de la Salud (INSALUD). Le fonti di finanziamento sono notevolmente cambiate negli anni. Infatti, nel 1988 i fondi provenivano soprattutto dai contributi obbligatori, versati in parte dal datore di lavoro ed in parte dal lavoratore; oggi, invece, è il gettito fiscale la fonte di finanziamento principale. L’INSALUD fornisce tutti questi servizi tramite i suoi istituti (ospedali, cliniche per pazienti esterni, centri diagnostici e terapeutici etc.) o tramite convenzioni con ambulatori privati ed ospedali non a scopo di lucro.

Sebbene la maggioranza della popolazione sia protetta dal sistema di assicurazione sociale, il 7% circa della popolazione aderisce volontariamente a programmi privati di assicurazione contro le malattie.

Popolazione

Nel 1991 la popolazione della Spagna comprendeva 39 milioni di persone, con il 27, 5% di giovani con meno di 20 anni, e il 13, 7% di persone di 65 anni e più. La percentuale degli ultrasettantacinquenni era solo il 5, 4%.

Finanziamento

In generale il 49% della spesa sanitaria totale è destinata all’assistenza ospedaliera, mentre i farmaci prendono una quota del 18%.

Il 66% della spesa sanitaria è finanziato tramite il bilancio dello Stato, il 20% della previdenza sociale ed il 5% pagamenti diretti o altre fonti.

Ospedali

In Spagna il 43% degli ospedali sono pubblici, il resto sono privati. Gli ospedali pubblici appartengono o al servizio di previdenza sociale (INSALUD) o ad altri istituti pubblici. Sono generalmente di dimensioni più vaste delle cliniche private, ed eseguono trattamenti chirurgici e medici complessi. Gli ospedali privati sono in genere strutture non a scopo di lucro, gestiti dalla Chiesa cattolica, dalla Croce Rossa etc.

Medicina di base

La legge sanitaria centrale stabiliva che i medici di base avrebbero lavorato in centri sanitari servendo una precisa area geografica. Nei centri sanitari si sono affermati bene sia l’educazione sanitaria sia l’utilizzo di target clinici. Ogni centro serve una popolazione variabile fra 5.000 e 30.000 persone.

Ogni individuo è iscritto presso un medico di base e può cambiare medico solo in casi particolari. Per rivolgersi ad uno specialista è indispensabile la prescrizione di un medico di base o di un pediatra. Per i servizi medici esterni non sono dovute quote partecipative.

Personale medico

Si riconosce in genere che c’è sovrabbondanza di laureati in medicina, fenomeno instauratosi negli anni Settanta, quando molti candidati qualificati sono stati ammessi al tirocinio professionale senza tener conto del reale fabbisogno del paese.

In Spagna il lavoro stipendiato nel settore pubblico ha un grande rilievo, e ciò vale anche per la professione medica.

Personale infermieristico

Non si segnalano, peraltro, gravi carenze di personale in nessuna delle specialità più importanti, se non d’estate quando serve una copertura anche per i turisti.

Le retribuzioni degli infermieri del settore privato sono in genere inferiori a quelle del settore pubblico.

Amministrazione

Le regioni hanno incominciato ad assumersi la completa responsabilità per i servizi sanitari forniti. Attualmente tutte le regioni sono competenti per le questioni di sanità pubblica, ma solo sei (Catalogna, Provincie Basche, Andalusia, Valencia, Navarra e Galizia) hanno acquisito la responsabilità per i servizi di assistenza medica, coprendo così il 58% della popolazione. Il restante 42% della popolazione ricade nell’amministrazione diretta dell’Istituto Nazionale di Sanità di Madrid (INSALUD).

All’amministrazione centrale continuerà a competere l’incarico di assicurare che i piani strategici per la sanità elaborati dalle comunità autonome siano coerenti con gli obbiettivi e le priorità nazionali. Un Consiglio sanitario interterritoriale funge da canale di comunicazione tra i servizi sanitari regionali ed il Ministero della Sanità.