Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da coronavirus

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18 marzo – In questa Giornata ricordiamo le vittime della pandemia. Innanzi tutto le oltre centomila persone che ci hanno lasciato, che sono andate via da questa terra spesso senza poter salutare i loro cari. Che hanno lasciato una scia di dolore spesso difficile da sanare. Alle quali si aggiungono i tanti che sono riusciti a sopravvivere ad esperienze difficili e traumatiche negli ospedali, nei luoghi di cura o nella solitudine delle proprie abitazioni. Una pandemia che ha fatto “vittime” in tanti modi e su aspetti che vanno al di là della sofferenza fisica, per segnare profonde ferite nel cuore e nella psiche. Oggi rivolgiamo un pensiero a coloro che ci hanno lasciato ma anche a coloro che soffrono accanto a noi, e che meritano una attenzione ed un aiuto che spesso non riescono ad avere.

Le professioni che si occupano di salute hanno fatto del loro meglio, ognuna nel suo ruolo, per aiutare in questa emergenza. E oggi ricordiamo anche tutte le donne e tutti gli uomini che sono cadute facendo il loro lavoro come operatori sanitari, tutte le psicologhe e gli psicologi che ci hanno lasciato.

Un grazie a coloro che hanno proposto un grande riconoscimento come il Premio Nobel per gli Operatori Sanitari, vorrei solo ricordare l’importanza, nella comunicazione, di mettere insieme tutti i professionisti sanitari perché tutti hanno cercato di fare la propria parte e credo sia importante che siano ricordati e riconosciuti. Le professioni sanitarie sono diverse, compresi gli Psicologi, e tutte meritano di essere riconosciute in questo comune impegno.