Cara Collega,
Caro Collega,
è stato finalmente approvato ieri dalla Conferenza Unificata Stato – Regioni il nuovo PANSM 2025-2030, Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale, che potenzia la capacità del SSN di affrontare la domanda di salute mentale e psicologica emersa in tutta la sua drammaticità in particolare negli ultimi anni.
Attraverso una fase di serrata interlocuzione avviata dal mese di luglio con il Ministero della Salute e tutti gli attori istituzionali volta a ridefinire almeno gli ambiti di immediata ricaduta per la professione e per la tutela della salute, si è raggiunto l’obiettivo di definire l’istituzione della psicologia di assistenza primaria e le funzioni della psicologia in ambito consultoriale, oltre all’inserimento delle scuole di specializzazione pubbliche nella sezione dedicata alla formazione.
Ringraziamo il Ministro della Salute prof. Orazio Schillaci, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, prof. Alberto Siracusano che ha presieduto il tavolo tecnico sul PANSM e il dott. Giuseppe Nicolò per l’impegno e la visione sulla salute mentale e psicologica delle persone. Un approccio biopsicosociale è condizione necessaria per sviluppare prevenzione, cura, integrazione professionale e One Health e superare lo stigma della malattia mentale.
Nello specifico, nella versione del Piano approvata, si ribadisce che lo psicologo nei consultori contribuisce alla protezione del benessere delle persone minorenni con interventi e osservazioni, non peritali, finalizzate alla costruzione di percorsi di sostegno adeguati, all’individuazione di eventuali fragilità genitoriali, bisogni di cura, fattori di rischio e tutela e alla progettazione di interventi di sostegno condivisi con le famiglie e con il tribunale.
È frutto di ulteriore negoziazione l’inserimento delle scuole di specializzazione pubbliche nella sezione dedicata alla formazione, non presenti nella prima versione del documento e che, pertanto, ha richiesto attenzione e negoziazione, a difesa di una formazione pubblica di qualità.
E inoltre, grazie all’intenso e proficuo confronto con il CNOP in collaborazione con il Ministero, il PANSM contempla il nuovo servizio di Psicologia di Assistenza Primaria, anche a partire dalle esperienze regionali ormai consolidate. Lo psicologo di assistenza primaria viene collocato nei Distretti sanitari e nelle Case della Comunità, e non nei Dipartimenti di Salute Mentale, per favorire:
- accessibilità e prossimità: riduce la distanza tra la persona e l’aiuto psicologico, favorendo l’intervento precoce e rendendo il sostegno più “vicino” al cittadino;
- prevenzione: interviene prima che il disagio evolva in disturbo grave, migliora l’efficacia dell’intervento, riduce costi, accessi al pronto soccorso, ricoveri e cronicizzazione;
- integrazione tra servizi e professionisti: contribuisce a far dialogare medicina generale, pediatria, e specialisti, rendendo la presa in carico integrata e multiprofessionale;
- riduzione dell’uso inappropriato di psicofarmaci: limita il ricorso all’uso inappropriato di psicofarmaci e il rischio di cronicizzazione di alcune forme di stress che si manifestano nel corso del ciclo di vita delle persone;
- equità: garantisce un supporto territoriale e supera disparità regionali e barriere di accesso che oggi impediscono a molti di fruire del servizio.
L’attuazione concreta e l’efficacia del servizio dipenderà fortemente dall’impiego di un numero appropriato di psicologi nei Distretti e nelle Case di Comunità e dallo stanziamento di finanziamenti adeguati, su cui ci attendiamo che Governo e Parlamento facciano la loro parte.
Con questa notizia che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese e della nostra Comunità Professionale, vi auguro di cuore un Buon Anno Nuovo.
La Presidente
Maria Antonietta Gulino