In piazza per DARE VOCE ALLA SALUTE PSICOLOGICA

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18 novembre – Il presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi, unitamente alla Vice Presidente e ai membri dell’Esecutivo nazionale hanno manifestato oggi in piazza, davanti al Parlamento, con lo slogan “dare voce alla salute psicologica”.

Un gesto estremo, di denuncia, sottolineato dall’indossare un bavaglio che vuol mostrare come oggi le esigenze di salute psicologica della popolazione non hanno voce in capitolo.

“Questo non è un gesto “contro” qualcosa o qualcuno, è un gesto “PER”: per sollecitare Governo, Parlamento e Regioni a dare ascolto alle esigenze di salute psicologica della popolazione” ha sottolineato il presidente degli Psicologi David Lazzari.

Gli Psicologi si sentono drammaticamente impotenti perché non vengono messi nelle condizioni di poter aiutare una popolazione che sta passando dal disagio a situazioni di dolore psicologico, di angoscia e depressione.

Non possiamo fare prevenzione, non possiamo attivare programmi per lo sviluppo delle risorse adattive e della resilienza, non possiamo attivare interventi mirati di sostegno, neanche agli Operatori sanitari, ai sopravvissuti dalle terapie intensive, alle decine di migliaia di malati a casa, che hanno spesso più problemi psicologici che sintomi Covid, ai bambini o ragazzi con problemi, alle persone fragili.

Perché tutto queste richiede politiche ed iniziative pubbliche, dello Stato e delle Regioni.

Dopo 9 mesi di emergenza per la salute psicologica non è stato fatto nulla. Tante parole ma fatti zero. Noi abbiamo fatto tante proposte, concrete e fattibili, ma nessuno ci ha ascoltato.

L’Italia è il Paese che non sa prevenire o intervenire tempestivamente per impedire che i problemi si aggravino. Esistono strategie collettive e tempestive in grado di dare risposte efficaci ad ampie fasce della popolazione. Il passaggio dal disagio al dolore psicologico non è ineluttabile né ingestibile: si può e si deve impedire.

Oggi solo i pochi che possono permetterselo accedono nel privato, ma una psiche gravemente sofferente in così tante persone è un problema sociale, che impatta sulla salute fisica, le attività della vita e le relazioni, e come tale va trattato.

NOI CHIEDIAMO DI IMPARARE DA QUELLO CHE E’ SUCCESSO.