La professione psicologica nel contrasto alla violenza domestica e di genere: la posizione del CNOP

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8 ottobre – Approvato all’unanimità dal Consiglio Nazionale un documento presentato dal presidente CNOP su “Contrastare la violenza domestica e di genere: una priorità per la professione psicologica”.

Nell’ambito delle tante situazioni di violenza che si registrano, quelle che riguardano il tema di genere, in particolare la violenza dell’uomo sulla donna, lo stillicidio dei fenninicidi, le tante situazioni in cui i minori devono assistere e subire, non solo destano indignazione ma sono inaccettabili per la nostra coscienza civile. La violenza nasce da una cultura sbagliata, fondata su presupposti sbagliati, né la biologia né la psicologia confermano alcuna superiorità dell’uomo sulla donna. Come giustamente sottolinea la convenzione del Consiglio d’Europa del 2011, che inquadra ogni forma di discriminazione e di violenza verso i diversi e i più deboli come una “violazione dei diritti umani”, la violenza di genere è un delitto contro l’umanità nella sua interezza.

In questo ambito la professione psicologica si riconosce nei principi e negli obiettivi della “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” siglata ad Istambul l’11 maggio 2011 e ritiene fondamentale la puntuale applicazione delle normative nazionali che ne sono scaturite, come la legge 119/2013 di conversione del DL 14 agosto 2013 n.93 e la legge 19 luglio 2019 n.69, nonché una evoluzione della normativa sul processo civile e diritti delle persone e famiglie che tenga conto degli fondamentali aspetti psicologici implicati nelle diverse situazioni.

I principi a cui si ispira la professione psicologica e le linee di azione ritenute necessarie, e riprese nel documento,  sono così sintetizzate: 1) Prevenzione: costruzione di una cultura non violenta verso le donne; 2) Contrasto della violenza imminente-iniziale, 3) Contrasto alla violenza agita; 4) Recupero, sostegno e inclusione.

Il documento individua anche delle raccomandazioni per lo svolgimento delle attività di consulente (del giudice o di parte) nelle situazioni di sospetta violenza.

Il documento è stato inviato a tutti i soggetti – Istituzioni, Ordini professionali, Forze dell’Ordine – implicati nel contrasto e nelle politiche attive sulla violenza per avviare una costruttiva collaborazione ed interlocuzione.

“Parlare di violenza ignorando le profonde implicazioni psicologiche che la causano, che la mantengono, o gli effetti psicologici che produce, impedisce politiche e azioni efficaci. C’è bisogno di sinergie e di collaborazione tra le diverse competenze per contrastare efficacemente il fenomeno e la Comunità professionale è fortemente impegnata su questo terreno, anche per assicurare un contributo qualificato e basato sulle evidenze scientifiche” ha evidenziato il presidente CNOP Lazzari.

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