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Psicologia dello Sport e per lo Sport: una risorsa di protezione e promozione

03 agosto -Sempre di più si parla di Psicologia in campo sportivo, tema emerso con gli Europei di calcio e ora alla ribalta con le Olimpiadi. Da tempo si sono moltiplicati gli esempi e le testimonianze relative sia all’aiuto psicologico per situazioni di disagio che per la promozione delle risorse degli atleti. Sempre più atleti hanno reso pubblica testimonianza dell’importanza e del ruolo che le competenze psicologiche hanno avuto per la loro carriera. “E’ incredibile la potenza dell’energia che si muove quando ti sblocchi psicologicamente” ha dichiarato un campione olimpionico. Finalmente si parla di queste cose liberamente e si chiarisce che l’aiuto psicologico non è qualcosa di riservato ai “deboli” e ai “fragili”, mentre i “forti” non ne hanno bisogno, ma è una risorsa che aiuta le persone – in questo caso gli atleti come gli sportivi in genere – a vivere e affrontare meglio le situazioni. Quelle dello sport come quelle della vita. La psiche è fondamentale per gestire lo stress della vita così come quello, fisiologico, dello sport e delle gare, per migliorare la performance e trovare il più efficace equilibrio possibile nelle diverse situazioni. Una psiche libera da blocchi e paure è in grado di liberare le energie del corpo, come dimostrano tanti esempi, anche se sinora questo aspetto è stato spesso tenuto in ombra da un perdurare ed ingiustificato senso di vergogna.

La pandemia ha portato alla ribalta questi aspetti, nel bene e nel male, al punto che il Comitato Olimpico Internazionale ha attivato un servizio di aiuto psicologico per tutti i partecipanti ai Giochi olimpici, attivo 24 ore al giorno (Mentally Fit Helpline). Lo stesso CIO ha pubblicato recentemente un documento sul benessere psicologico degli atleti (leggi il documento [1]) dove si dichiara che “la comunità sportiva ha bisogno di creare un ambiente che supporta al meglio la salute mentale e il benessere psicologico” e raccomanda a tutti i soggetti (es. federazioni nazionali, club e team) di “sviluppare iniziative e buone pratiche per la protezione e promozione del benessere psicologico”.
Il CNOP ha già istituito un Gruppo di Lavoro nazionale per seguire il settore della psicologia dello sport e sta coinvolgendo le associazioni del settore per promuovere la presenza della professione in questo campo.

”Bisogna unire gli sforzi per concretizzare una presenza adeguata di competenze psicologiche in campo sportivo e per garantire che questi aspetti delicati siano gestiti da professionisti qualificati, cioè da psicologi sportivi. Il CNOP avvierà una interlocuzione con il Ministero dello Sport e con il CONI per fare in modo che atleti e sportivi abbiano la possibilità di ricevere un supporto professionale per tutti gli aspetti di tipo psicologico, senza separare surrettiziamente sostegno e promozione, che sono due facce della stessa medaglia” ha sottolineato il presidente CNOP Lazzari.