Un Osservatorio per la disabilità psichiatrica e psicosociale

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8 luglio – Presentato oggi il progetto per la creazione di un “Osservatorio per la disabilità psichiatrica e psicosociale” promosso dall’INPS, un percorso di studio e ricerca per valutare e monitorare l’impatto che tali problematiche generano sul “sistema Paese”, che intende coinvolgere Centri di ricerca universitari, Istituzioni del settore sanitario e sociale e i principali stakeholder nazionali.

Nell’incontro, aperto dagli interventi del presidente INPS Tridico, del viceministro della Salute Sileri, del Sottosegretario al Lavoro Di Piazza e dalla relazione del Coordinatore Generale Medico Legale INPS Migliorini, è stato evidenziato come le patologie di natura psichica costituiscono infatti il gruppo nosologico più numeroso, secondo soltanto alle malattie neoplastiche. Le prestazioni vigenti ascrivibili a tali patologie sono oltre 600.000, circa il 21% del totale, per un carico economico che supera i 3 miliardi di euro annui.

Importante anche l’impatto sul mondo del lavoro: secondo una stima dell’OCSE, un lavoratore su 5 soffre di disagio psichico diagnosticato, e i più esposti sono i giovani adulti. Tre lavoratori su quattro con disturbi psichici hanno una produttività lavorativa ridotta, caratterizzata da prolungate assenze sul luogo di lavoro che generano un importante onere sociale ed economico a carico dei Paesi maggiormente industrializzati.

“Se pensiamo, come ha proposto l’OMS nel 2011, alla salute come capacità di costruire equilibri adattivi e di affrontare la vita – ha sottolineato il presidente CNOP Lazzari – possiamo capire perché la disabilità prodotta da problemi psichici rappresenta il 32% di quella totale nel mondo, con costi enormi per la società. Il CNOP darà, anche valorizzando l’apporto delle società scientifiche psicologiche, il migliore supporto a questo progetto, che sottolinea anche gli aspetti psicosociali, perché abbiamo bisogno di iniziative in grado di innovare le politiche sociali e per la salute dando il giusto peso alla dimensione psicologica, oggi palesemente poco e male considerata”.